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lunedì 20 agosto 2012

Non ti lascerò-un amore oltre la vita- philippe ragueneau

La perdita di una persona cara lascia sempre un vuoto che sembra colmabile solo dai ricordi e dalla nostalgia. La morte rimane sempre un evento incomprensibile. Tutti noi cerchiamo di esorcizzarla aggrappandoci all'idea che i morti continuino a «essere», a stare al nostro fianco, a consigliarci nelle scelte importanti della nostra vita. Per sempre. Ma per alcuni questa non è solo una speranza. Philippe Ragueneau è uno di loro. Questo libro racconta una storia incredibile. Un giorno Catherine, la moglie di Philippe Ragueneau, scopre di avere un tumore. L'operazione e le cure sono destinate al fallimento: il verdetto è senza appello. Philippe decide di riportarla a casa alleviandole, per quanto è possibile, la sofferenza. Negli ultimi giorni passati insieme, i due coniugi ricordano i momenti più belli della loro unione, parlano dell'aldilà e si promettono di rimanere comunque vicini. Dopo la morte di Catherine succedono eventi strani. Philippe ritrova fortunosamente in macchina un libretto di assegni di cui ha urgente bisogno e che è sicuro di aver lasciato nella casa di Parigi. Riesce a far ripartire senza nessuna difficoltà la macchina che aveva dimenticato la sera prima con i fari accesi. Ma soprattutto si accorge che la moglie riesce a parlargli: non sente fisicamente la sua voce, ma nella mente si insinuano pensieri non suoi. A poco a poco, Philippe riesce in qualche modo a instaurare un dialogo con quella voce, mettendo in atto alcuni espedienti per captarla meglio (se la mente è sgombra di pensieri è più facile). E, grazie alla consapevolezza di non essere solo, riesce a ritrovare la serenità. Non ti lascerò è una storia vera. E' il racconto di un grande amore, ma anche della scoperta di una nuova dimensione che non conosce il significato della parola solitudine.
-...Non sono un mistico, nè un sognatore... Credo in Dio, ma in modo un pò primitivo, senza alcuna osservanza religiosa, per me è evidende che Dio esiste... le prove della sua esistenza io le vedo ovunque, nella perfetta bellezza dei miei gatti, nelle venature di un marmo, nello sguardo di un cane, nei milioni di stelle che popolano lo spazio... sono altrettanto sicuro che ci sia una vita oltre la morte...ma come san Tommaso nonostante le convinzioni più profonde si aspetta la prova del nove....-

martedì 17 aprile 2012

Le stanze di lavanda

Le stanze di lavanda. Il romanzo di una infanzia armena.
Libro di Khayat Ondine , edito da Piemme, 2009

Una storia  struggente ed emozionante ...

Turchia, 1901. Nata in una ricca famiglia armena, Lucine vive un’infanzia dorata e felice. ma nel 1915 il suo paradiso va in frantumi. Gli armeni vengono cacciati, perseguitati, uccisi. Lucine rimane sola. Anni dopo risale a ritroso il cammino della memoria per raccontare la storia di una vita mille volte ricucita e di un grande amore per cui non ha mai smesso di palpitare --- “Sono nata ricca, ma ho visto la mia fortuna involarsi come uno stormo d’uccelli. Soltanto i miei ricordi mi appartengono, sono tante fragili tracce impresse dentro di me. Certi giorni, il sole le illumina; certe notti, rimangono intrappolate in una tempesta di ghiaccio. Vivevamo a Marache, in Turchia, al confi ne con la Siria. È lì che sono venuta al mondo nel 1901. Mio nonno, Joseph Kerkorian, era armeno, deputato nel governo turco. Un uomo importante e saggio. Lucine è il soprannome che lui mi ha dato, e Lucine sono sempre rimasta, anche se mi chiamo Louise. Avevamo una casa magnifi ca circondata da un immenso giardino dai fi ori di mille colori. Sono stata amata da mio padre, dalla mamma dai baci di lavanda, dalla sorellina Marie, dal mio impetuoso fratello Pierre e da Prescott, il nostro gatto armeno con un nome da lord inglese. E da Gil, il piccolo orfano ribelle che un giorno, sotto il salice piangente, mi ha dato il mio primo bacio. Erano giorni immensi, eppure non potevano contenerci tutti. Nel 1915, accusando gli armeni di complottare con i Russi, il governo dei Giovani Turchi ha preso la decisione che ha precipitato le nostre vite nell’orrore. Tutti coloro che amavo sono stati uccisi. Siamo rimaste solo Marie e io a combattere per sopravvivere in quell’assurdo deserto. Può un cuore dilaniato continuare a battere? E un giardino devastato dare ancora fi ori? Come posso donare ancora, proprio io, a cui è stato tolto tutto? Ascolta Joraya, mia adorata nipote, il racconto di una vita mille volte dispersa.”